Autore: 
Andrea Costa

Da: Piano della Casa

Dislivello: 1200 m circa
Difficoltà: PD (vari tratti di II ed uno di II+, III+ sostenuto la nostra variante)
Tempo: h 4,30 circa

Finalmente ci siamo: dopo svariati rinvii per diverse ragioni, oggi sembra che sia la volta buona per la de Cessole! Le previsioni danno si una certa instabilita pomeridiana, ma noi ovviamo con una partenza antelucana (le 5!).
Con Flavio e Mullah arriviamo al Pian della Casa alle 7,10: la giornata e splendida ma fa freddo, e le cime sono abbondantemente imbiancate, a causa del maltempo di sabato. Ma la zona della Madre di Dio sembra sgombra, per cui partiamo col morale alto.
Alle 9,45 siamo al Rifugio Remondino, ma senza fermarci prendiamo la traccia diretta al Passo dei Detriti: dopo poco, pero, la abbandoniamo per tagliare l’immensa pietraia sul fondo del vallone e, per giganteschi massi, ci portiamo alla base del canale che scende dal Colletto de Cessole, tra la Maubert e la de Cessole. Un branco di almeno 30 camosci pascola tranquillamente!
Attacchiamo il ripido conoide detritico e, piuttosto velocemente, raggiungiamo l’attacco, posto nella parte iniziale del canale, in uno slargo sulla destra in corrispondenza di una placconata di rocce bianche (h 2,20 dal Pian della Casa).
Casco, imbrago e si parte: per una rampa erbosa sulla destra raggiungiamo la base di un evidente becco roccioso. Ci rendiamo subito conto che, a causa dell’erba molto bagnata e delle rocce umide, dovremo procedere con estrema cautela! Dalla base del becco saliamo al meglio le rocce alla sua sinistra (piuttosto lisce, passo di II+) ed usciamo su un ripido pendio erboso, che risaliamo interamente fino alla base delle rocce sovrastanti: traversiamo poi verso sinistra fino ad entrare nel ripido solco del canale Sud-Ovest, che si origina dal colletto fra la cima principale e la cima Ovest. Subito il canale e sbarrato da una bastionata, che risaliamo per rocce bagnate ed esposte (passi di II). Al sommo della bastionata scorgiamo a destra un colletto erboso con un ometto: evidentemente al di la del colletto si poteva salire piu comodamente! Continuando a salire, il canale presenta ora un masso incastrato, che superiamo a sinistra con passi delicati perche umidi e ricoperti di terriccio. Oltre il masso, dopo un breve tratto detritico, ci si oppone una seconda bastionata rocciosa, piu breve della precedente, che superiamo piuttosto velocemente per le roccette di destra: risalendo l’ultimo tratto di canale, raggiungiamo la conca superiore, oramai prossimi al colletto fra le due cime (sorretto da questo lato da rocce strapiombanti). A questo punto, la relazione dice che verso destra dovremmo salire un “muretto nerastro di 5 m” per uscire sulla cresta dello sperone Sud: qui di nerastro non c’e che l’imbarazzo della scelta, ma niente e meno di 40 metri! Attacchiamo comunque le rocce di destra e, per un sistema di rampe erbose e rocce articolate, raggiungiamo una specie di fessura erbosa che sembra salire fino in cresta: dopo un rapido consulto, decidiamo di proseguire lungo questa via. Va da se, pero, che la parete si raddrizza sempre piu, gli appoggi sono bagnati e terrosi e le prese tutt’altro che rassicuranti! Gli ultimi 15 metri sono praticamente verticali, con difficolta di III+ e, in un punto, si sfiora il IV: io e Flavio usciamo al colletto superiore, ma Mullah e molto preoccupato e sembra un po’ in difficolta, per cui attrzziamo una sosta e lo recuperiamo in sicurezza. Dal colletto tagliamo per cenge erbose a destra, scendiamo un saltino e risaliamo ad un colletto da dove, per esposta crestina rocciosa, raggiungiamo finalmente l’ometto di vetta, con foto di de Cessole. Magnifico panorama!
Visto che l’evoluzione del tempo sembra incerta, decidiamo di scendere subito, perche i passi fatti in salita in discesa ci preoccupano un po’! Tornati al colletto, c’e il problema di scendere per la fessura: decidiamo che io provi a scendere in sicura, poi Flavio decidera in base alle mie impressioni: Mullah vuole decisamente essere legato! La mia discesa richiede si una quindicina di minuti almeno, ma procede senza problemi, per cui Flavio decide di scendere slegato: prima pero scende Mullah, che per quasi tutto il tratto si fa calare. Mentre scende Flavio, io esploro un po’ i dintorni, e mi accorgo cosi che abbiamo “toppato” alla grande! Poco piu a destra della nostra fessura, per cenge erbose elementari si puo salire diagonalmente in direzione di un colletto, difeso dalla famosa paretina di 5 m e che sembra anche facile! Visto che oramai e andata, continuiamo a scendere, e ci accorgiamo mano a mano che in salita noi abbiamo quasi sempre scelto la via piu ostica: solo alla fine, al momento di scendere verso il becco roccioso, prendiamo una via forse piu difficile, ed e con un sospirone di sollievo che ci ritroviamo nuovamente all’attacco, nel canale. Tornati al rifugio, ci concediamo una breve sosta per rifocillarci, ma tosto ripartiamo, perche grossi nuvoloni neri si sono addensati sopra al Valasco. Per fortuna la pioggia ci risparmia, e le prime gocce si palesano nel momento in cui entriamo in macchina.

Salita impegnativa, di stampo prettamente alpinistico, richiede molta attenzione con bagnato. Complicato anche l’orientamento. Bellissima la vetta!

Chi c’era: Andrea, Flavio, Mullah

X