Autore: 
Andrea Costa

Da: Piano della Casa 1762 m

Dislivello: 1300 m circa
Difficoltà: PD, tratti di II e 3 metri di III+
Tempo: h 3,30 – 4,00

Dopo un week end con meteo da tregenda, per fortuna per Ferragosto le previsioni sono discrete: ne approfittiamo per proseguire le nostre scorribande in Valle Gesso, e scegliamo il Bastione come meta. Mullah, purtroppo, e “appiedato” dal turno di notte in Croce Verde, per cui gli “abili ed arruolati” siamo io e Flavio soltanto.
Alle 7,30 partiamo dal Piano della Casa: il tempo e splendido, ma fa un freddo cane! Non so se per il clima, o per la mancanza del ?moderatore? Mullah, Flavio mette su un passo infernale, ed alle 8,40 siamo gia al Remondino. Senza neanche fermarci, proseguiamo verso il Lago di Nasta poi, giunti al bivio sulla superiore lastronata rocciosa, deviamo a destra verso i colli Ghilie e Brocan. Dopo un poco deviamo anche da questa traccia e, per pietraie e detriti, raggiungiamo il Colle di Brocan (2891 m): sono le 9,45, c?e il sole ma tira un vento siberiano che porta la temperatura a non piu di 2-3 ?C! Nel posto eufemisticamente piu riparato mettiamo l?imbrago e tutto il resto: per fortuna ho il mio fido berrettino di lana, che metto sotto il casco, ma sono senza guanti, come Flavio ? e le mani sono presto due pezzi di ghiaccio! Ci facciamo comunque coraggio e partiamo: dopo un tratto aereo che percorriamo sul filo di cresta, ci buttiamo sul lato Rifugio Genova, miracolosamente piu riparato. Per rampe erbose e detriti, risaliamo fino alla base di una specie di grosso gendarme, che attacchiamo per un canale-fessura di II. Al termine ci sarebbe da percorrere una cengia, breve ma che ci sembra molto esposta: decidiamo di trascurarla, e di tirare su dritti per un corto camino. Memore pero dei rischi forse eccessivi corsi durante la salita alla de Cessole, propongo a Flavio di legarci: saliamo cosi il camino in sicurezza, ed arriviamo in cima al gendarme. Da qui scendiamo dall?altra parte per rocce esposte ma solide (II) fino ad una strettissima forcellina, da dove inizia il tratto chiave della salita: un muro di una ventina di metri di II+ con l?uscita di III+. Siccome vuol salire Flavio da primo, gli do i miei nut: lui prende talmente sul serio la faccenda della sicurezza, che il primo che piazza lo sistema talmente bene che non ci sara piu verso di cavarlo via, nonostante i nostri sforzi congiunti! Comunque, saliamo il muro, e soprattutto gli ultimi 3 metri, nonostante qualche anima pia abbia sistemato un cordino penzolante, ci impegnano per benino. Abbiamo gia fatto su la corda, quando in cima al gendarme, di fronte a noi, sbuca un tipo che ci saluta: e il primo umano in assoluto che incontriamo su queste normali! Noi comunque proseguiamo, perche il vento ha, se possibile, rinforzato ancora, e la situazione si fa delicata. Dopo un tratto pianeggiante, dove le raffiche costringono a miracoli di equilibrismo, ci portiamo sul versante del Remondino e tagliamo a lungo per cenge facili ma spesso esposte. Raggiungiamo infine il castello roccioso terminale, che scaliamo per buone rocce di II fino al grosso ometto di vetta: sono le 11,15, siamo a 3047 m di quota, il panorama e eccezionale, ma siamo oltre i limiti della resistenza umana! Con gli occhi che lacrimano e quasi senza piu riuscire a parlare, ci affrettiamo a ritornare sui nostri passi: poco prima del tratto chiave, incontriamo i due tipi che stanno salendo, che gentilmente ci permettono di sfruttare la loro corda, gia in loco, per la doppia di discesa. Dopo la infruttuosa lotta col nut, riscavalchiamo il gendarme e, miracolosamente, ci ritroviamo in un posto comodo e riparato: ne approfittiamo subito per mangiare e rilassarci un attimo! Ripresa la via del ritorno, alle 13,15 siamo al Remondino: qui ci polleggiamo un po?, poi si alza di nuovo il vento, e decidiamo di muoverci anche noi. Alle 15 siamo alla macchina, e stavolta una mega sosta a Sant?Anna non ce la leva nessuno: ci godiamo anche lo spettacolo di un ipergavettone ad una ragazza che, se domani non avra la polmonite, sara una di piu!

Bella salita, tecnicamente impegnativa ma piu facile, a livello di orientamento, rispetto a de Cessole o Maubert. Panorama fantastico, peccato per il freddo polare, ampiamente fuori stagione!

Chi c’era: Flavio Robaldo, Andrea Costa

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